Diventare genitori porta con se molte nuove responsabilità. Tra le tante, il saper ascoltare i bambini è sicuramente una delle più importanti. Spesso noi adulti, presi dalle urgenze e dagli impegni, tendiamo a sottovalutare il bisogno che i bambini hanno di essere ascoltati e compresi. Tuttavia, per i bambini è fondamentale sapere che qualcuno disposto ad ascoltare le loro storie, belle o brutte che siano.

Ascoltare i bambini infonde autostima

Immaginiamo che abbiate lavorato per mesi ad un progetto difficilissimo per il quale avete dato voi stessi. Arriva il momento di presentarlo e voi non aspettate altro che raccogliere finalmente i frutti del vostro sudato lavoro.

Frementi riunite tutti i vostri colleghi, avviate la presentazione ed iniziate ad illustrare i risultati che avete ottenuto fin quando non vi rendete conto che, mentre parlate, la gente non vi ascolta. Anzi, è distratta, assente: praticamente non si interessa a voi!!

AH RABBIA vieni a ME!!

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In una situazione del genere vi sentireste motivati a dare del vostro meglio la prossima volta? Io NO, mi sentirei travolto da frustrazione e rabbia.

Ci credo!” penserete voi.

Ascoltare significa prima di tutto sospendere il nostro tempo e i nostri giudizi per concentrarci solo su quello che qualcuno ha da dirci.

I bambini hanno bisogno di questo perché contribuisce a infondere loro gioia, sicurezza di sé e autostima. 

Non è sempre facile, me ne rendo conto: i pensieri, gli impegni e tutto quello che può venirvi in mente ci portano ad essere distratti. Distratti dai nostri bambini, distratti dalla nostra compagna o compagno.

Distratti dalle persone che ci circondano.

Quando ho capito che la “distrazione” iniziava ad essere un’abitudine, ho deciso di adottare qualche piccolo accorgimento. Non mi salverà dall’essere sempre con la testa da un’altra parte però mi ha aiutato!

Spegnere la TV durante la cena

Si, so benissimo cosa pensate: dopo una giornata passata a lavoro con mille problemi non vedete l’ora di tornare a casa, rilassarvi e non pensare a nulla. Lavorate tutto il giorno e ve lo siete meritato, giusto?

“Bambini, adesso basta che papà deve guardare il telegiornale”

Io credo che il momento della cena sia quello perfetto per ascoltarsi: è il momento di convivialità per definizione e ho notato che adottare questo piccolo accorgimento aumenta significativamente il livello di attenzione che dedichiamo ai nostri figli e ai loro racconti.

Non preoccupatevi di dover avere sempre qualcosa di cui parlare: anche il silenzio va bene. L’importante è che ci sia un momento in cui la famiglia e le sue avventure siano al centro dell’attenzione.

Non interrompere i bambini

Caterina ha tre anni ed é veramente stimolante scoprire pian piano il suo carattere e le sfumature della sua  personalità. E’ una bambina allegra sempre in movimento ed è divertente sentire le sue storie di giochi, principesse e avventure.

Sta scoprendo il mondo che la circonda, tutto la entusiasma e raccontare le sue avventure è, per lei, un modo per condividere con il babbo e la mamma la gioia delle sue conquiste.

Anche se intuisco quello che vuole dire, non cerco mai di interromperla ma aspetto che trovi con le sue dolci paroline strampalate la via per esprimere i propri pensieri.

Non rispondere distrattamente

I bambini vi osservano, vi ascoltano più di quanto crediate.

Anche se sono piccoli capiscono le vostre reazioni e reagiscono quando non si sentono considerati. Se non posso prestare attenzione in un determinato momento (perchè sono impegnato in un’altra attività) non smetto necessariamente di fare quello che sto facendo piuttosto chiedo a Caterina di aspettare qualche minuto.

Entusiasmatevi delle loro gesta

Forse questa è per me la parte più difficile.

I bambini stanno scoprendo il mondo e considerano ogni cosa eccezionale: vivono ogni momento come qualcosa di unico e non vedono l’ora di esprimere con tutto il loro entusiasmo le proprie scoperte.

Quello che per te è un banale viaggio in autobus, per loro è un’avventura in una giungla selvaggia in groppa ad un elefante inseguiti da tigri con denti a sciabola e principesse sui tappeti volanti..

Forse questa è la cosa più bella per la quale provo, lo ammetto, un pó di nostalgia: la capacità di trasformare con la fantasia un semplice autobus in una nave spaziale che vola tra le stelle verso il castello del Gatto con gli Stivali.

Per questi motivi cerco di assecondare le loro storie anche se ammetto che dopo la decima volta che sento la favola della pesciolina Dory che nuota inizio ad accusare un leggero quasi impercettibile senso di déjà vu per cui l’attenzione inevitabilmente cade. Capite cosa voglio dire, vero?

A presto!