Quando sono diventato papà, di consigli su come crescere ed educare mia figlia ne ho ricevuti a bizzeffe. Ma solo poco tempo fa qualcuno mi ha detto che voler bene ai propri figli significhi in realtà desiderare ciò che è meglio per loro a lungo termine. 

Ma cosa significa questo? Ancora non l’ho capito veramente. Tuttavia credo che una delle cose necessarie per avvicinarsi a questo obiettivo è far comprendere loro le regole di una sana convivenza.

Non nascondo che in passato quando mi imbattevo in qualche bimbo scatenato che correva come un pazzo in un negozio, inseguito a perdifiato dalla mamma, non potevo che pensare quasi con tenerezza alla povera disgraziata ripetendomi queste parole:

Non permetterò mai ai miei figli di comportarsi in questo modo!

Da quei momenti è passato un pó di tempo e ora che ho maturato la consapevolezza che non è così facile gestire i capricci o contenere l’eccessiva energia che questi piccoli sono in grado di sprigionare in qualsiasi momento, ripenso alla povera mamma con tanto affetto e comprensione.

In questo articolo non vi tedierò con il solito elenco di cose da fare e non fare per “rimproverare i bambini e farli sentire amati“: sono sicuro che troverete centinaia di articoli a riguardo.

Vi racconterò invece la nostra esperienza e come abbiamo cercato di trovare il modo migliore per affrontare questi momenti insieme ai bambini.

Evitare di rimproverare i bambini quando sono molto piccoli

Fino a circa due anni, non possiamo dire che i bambini siano realmente consapevoli di quello che stanno facendo. Agiscono praticamente d’istinto e non hanno ancora sviluppato quella consapevolezza e maturità che li porta a capire se stanno facendo qualcosa di sbagliato.

Per questo motivo quando la situazione degenera e perdete la pazienza cercate di non sfogarvi sul bambino; invece dovreste cercare di gestire la situazione in maniera efficace. Qualche esempio:

  • siete in un locale ed il bimbo inizia ad urlare attirando su di voi l’attenzione? Uscite all’aperto fate distrarre il bimbo
  • il bambino fa chiasso e non riuscite a calmarlo? Magari sta cercando di attirare la vostra attenzione oppure ha bisogno di qualcosa; dedicategli qualche minuto e distraetelo. I bisogni di un bambino piccolo sono tutto sommato semplici da capire: ha fame, sonno, vuole giocare, vuole le coccole, ha bisogno di cambiare il pannolino.
  • il bambino ha preso il cellulare e lo ha fracassato a terra distruggendolo in mille pezzi? Evitate di lasciare oggetti preziosi che il bambino non deve prendere nel suo raggio di azione. Quando i bambini iniziano a camminare saranno attirati da tutto quello che riescono a prendere. Quindi per evitare che succedano incidenti spiacevoli fate sparire tutti gli oggetti per 1 metro di altezza da terra.

 

Siate comprensivi e pazienti

Quando i bambini sono molto piccoli non capiscono bene cosa è giusto e cosa è sbagliato: lo sperimentano insieme a voi genitori. Quindi siate comprensivi le prime volte: vi renderete conto che la maggior parte delle volte il motivo di un rimprovero sarà dettato dal fatto che il bambino avrà fatto qualcosa di sbagliato che non poteva sapere. Ripeterete centinaia di volte “questo non si fa!

Con un pò di calma e molta pazienza il bambino acquisirà quella consapevolezza che lo porterà ad agire nel modo opportuno automaticamente. Non imparerà subito la prima volta ma sarà un percorso graduale ed è il compito di noi educatori accompagnarlo.

 

Motivate il rimprovero

Quando rimproverate un bambino, spiegategli chiaramente la motivazione della sgridata.  Questa è una cosa fondamentale perché è importante che lui non creda che ad essere sbagliata sia la sua persona. Piuttosto ad essere sbagliata è stata una particolare azione che ha compiuto.

E’ importante che non li giudichiate; se avete letto questo articolo sapete che è meglio attribuire la responsabilità di un errore ad un atteggiamento e non al bambino.

Mostrate al bambino con i gesti come ci si comporta spiegando il motivo per cui non si deve fare una determinata cosa. Getterete le basi per la sua futura consapevolezza.

 

Evitate il sarcasmo

I bambini non sono come gli adulti quindi non pensate che possano capire il sarcasmo. Date sempre una spiegazione semplice e precisa senza avere il dubbio che non vi capiscano. Siate chiari ed evitate doppi sensi: rischiereste solo di creare confusione e frustrazione nel bambino.

 

Siate fermi nelle vostre decisioni

Uno dei principi cardine dell’educazione secondo me è la fermezza. Noi genitori non siamo amici dei nostri figli, non dobbiamo temere il loro giudizio né dobbiamo aver il timore di quello che pensano. Arriverà sicuramente il giorno in cui sentiremo dirci “non ti voglio più bene”. Beh quello è il momento in cui dobbiamo tenere salda la nostra posizione: fate finta di nulla e lasciate che la rabbia passi.

 

Non umiliateli

Non umiliateli e non sfogatevi con loro: non ha senso e non vi renderà educatori migliori. Date il tempo al bambino di metabolizzare il messaggio che avete voluto trasmettergli e finitela lì!

Per loro, la condizione di non essere davvero più amati o non essere più stimati è insopportabile. Se non arriva un segnale che le cose sono cambiate, penseranno che rimarranno per sempre non più amati né più stimati. I bambini hanno poca esperienza di vita, per cui tendono a prendere le cose in modo assoluto.

La cosa bella dei bambini, dalla quale dovremmo trarre ispirazione, è che non serbano rancore. Quindi quando le acque si sono calmate dichiarate chiuso l’incidente e andate avanti.