Nei primi mesi, in qualche caso anni, di vita del bambino è abbastanza comune per noi genitori trovarsi a passare qualche notte in bianco. In generale i ritmi notturni della famiglia saranno stravolti per diversi motivi che possiamo immaginare: allattamento, ritmi non definiti, coliche gassose.

Con il passare del tempo la situazione potrebbe non migliorare perché il bambino non vuole andare nel suo lettino ma, invece, vuole giocare e rifiuta il momento della nanna.

Insomma, è una situazione che con il tempo può portare a frustrazione. In questo articolo proveremo ad aiutarvi dandovi 3 consigli per la nanna che vi permetteranno di mettere a letto i vostri bambini.

 

Stabilire una routine

I bambini sono naturalmente abitudinari, quindi stabilire una sequenza di attività da ripetere tutte le sere prima di andare a letto è sicuramente qualcosa di positivo. Aiuta i bambini a capire che si sta avvicinando l’ora della nanna, che di solito, soprattutto dopo l’anno, vivono come un momento da combattere, da rimandare il più possibile, finché sfiniti si abbandonano in qualche angolo della casa, ma aiuta anche voi a non rendere questo momento una lotta tra voi e vostro figlio.

Una sequenza di attività da proporre potrebbe per esempio iniziare con il lavare i denti (non appena questa attività può iniziare a far parte delle abitudini quotidiane), proseguire con il cambio del pannolino e indossare il pigiamino, dare la buonanotte al resto della famiglia, leggere una storia e aspettare che sopraggiunga il sonno.

E’ bene raccontare al piccolo, in ognuno di questi momenti, cosa si sta facendo, lo aiutano a prendere consapevolezza dei gesti che sta compiendo insieme a voi e a dargli sicurezza: dopo già poche volte che la routine si ripeterà, lui saprà infatti perfettamente cosa lo attende.

 

Ognuno nel suo letto

Qui potremmo aprire un dibattito infinito, studi scientifici, esperti psicologi, l’associazione pediatri infastiditi, il WWF e la Nasa si sono espressi in merito: tutte le versioni sono concordanti? Certo che no…

C’è chi sostiene assolutamente mai e poi mai mettere per un secondo il piccolo nel lettone con mamma e babbo altrimenti lo lascerete lì che ciuccia il pollice “nghè nghè nghè” e lo ritroverete ancora lì che fa i quiz per la patente del camion e “ma’, portame una birra!”;

Altri invece invece sostengono che il bimbo abbia bisogno del contatto perenne con voi, la voce del papà, l’odore della mamma, le vostre mani che lo accompagnano nel sonno, il profumo del latte e pure il sapore (anche qui si potrebbe aprire un tema…allattamento su richiesta, sempre a disposizione h24 o ogni 3/4 ore?); chi invece dopo analisi, studi, ricerche ha concluso mesi di dilemmi con un bel “vanno bene entrambe le soluzioni, fate come ve pare”, bravi, qua la mano!).

Il nostro consiglio è capire ciò che volete voi, non tanto il vostro bambino perché nel 99% dei casi quello che vorrebbe lui è dormire a quattro di spade nel mezzo del vostro letto, possibilmente con i piedi piantati nella schiena del babbo e la testa nel fianco della mamma. Dunque, se volete coccolarvelo perché “ma sì, poi crescerà in fretta e non vorrà più stare con noi!”, o perché si sveglia spesso e non avete voglia di fare su e giù 25 volte a notte, fatelo pure riposare con voi.

Se invece volete almeno passare le 2 ore che intercorrono tra un pianto e l’altro in comodità o non volete rischiare di abituarlo per i prossimi anni a dormire in 3 nel lettone, fate in modo che dorma sempre (o almeno tutte le volte che non vi è impossibile) nel suo lettino.

Noi abbiamo scelto questa seconda strada, abituando i piccoli fin da subito a dormire nel proprio letto e nella propria stanza. E’ stata dura i primi tempi, in cui si svegliavano più volte a notte e bisognava fare la spola tra le camere, ma ne è valsa la pena: ora che dormono quasi sempre tutta la notte possiamo riposare anche noi in comodità, in due, in un letto il cui spazio è stato progettato per due.

Non vi nascondiamo però che ultimamente Caterina, dopo tre anni passati nel suo letto, ha iniziato la transumanza verso la nostra camera a metà notte, dunque il letto per due diventa un letto per tre, e Tommaso che si sveglia mooolto presto viene trascinato anche lui nell’arca di noè…insomma alle 6 del mattino nel lettone non manca più nessuno, solo non si vedono i due leocorni.

 

La favola della buonanotte

Questa è una delle abitudini più belle che possiate insegnare al vostro bimbo, ascoltare una storia che li farà viaggiare di fantasia, in più narrata dalle voci che più li tranquillizza e rassicura al mondo: la vostra!

Potete iniziare fin dai primi mesi, con favole brevi, semplici, magari ripetendo sempre le stesse o la stessa per un certo periodo; vedrete che in breve tempo sarà il piccolo a chiedervi di leggere per lui. A volte la sera sarete talmente stanchi che leggerete con la stessa enfasi con cui leggete la bolletta del gas, altre volte sarete più ispirati, meno stressati e regalerete al vostro bimbo un racconto degno di Oscar Wild, ma ricordate: entrambe le versioni andranno bene, perché a lui ciò che serve per addormentarsi felicemente è sapere che il babbo e la mamma sono lì accanto, a raccontargli di conigli, principesse, re, gnomi, magie, castelli, incantesimi, boschi e….zzzzzzzzz…buonanotte!