I neonati tendono a soffrire spesso, durante il periodo invernale, di raffreddore e naso chiuso. Il raffreddore del bambino, purtroppo, è qualcosa con cui devi convivere per diversi mesi ed è difficile da evitare.

Questo perché i bambini più piccoli non hanno ancora sviluppato un sistema immunitario sufficiente a contrastare i virus e i batteri e anche perché nei mesi invernali sono soggetti a continui sbalzi di temperatura. Oltre a questo, i bambini che frequentano il nido o l’asilo sono spesso a contatto con altri bambini in ambienti chiusi e quindi ci sono maggiori possibilità di contagio.

Come per gli adulti, il raffreddore dei neonati non deve far preoccupare eccessivamente i genitori. Anche se non è certamente piacevole, è una situazione che si risolve da sola nel giro si una settimana. Tuttavia, è bene adottare qualche accorgimento per aiutare il bambino a sopportare questo disagio e anche per evitare eventuali complicazioni.

Operazioni come quella di aspirare il muco per liberare le vie aeree è indispensabile per evitare che un eventuale accumulo di muco possa generare delle infezioni alle vie respiratorie, piuttosto che per aiutare i bambini a respirare meglio. Un bambino che ha il naso chiuso è irritabile e stressato perché non riesce a respirare bene. Inoltre se non respira bene potrebbe non riuscire a riposare adeguatamente e diventare inappetente

In questo articolo ti spiegheremo tutto quello che ti serve per curare e alleviare il raffreddore del bambino.

 

1. Acqua fisiologica e lavaggi nasali

Un neonato, a differenza di un adulto, non è in grado di soffiarsi da solo il naso. Purtroppo questo può rappresentare un problema perché il naso chiuso è fastidioso. Il bambino non respira bene ed il muco in eccesso potrebbe causare delle infezioni alle vie respiratorie se non viene rimosso. Per questi motivi i pediatri consigliano di fare frequenti lavaggi nasali.

Esistono diversi prodotti per effettuare le docce nasali. Qualunque sia il metodo usato si consiglia di utilizzare una soluzione fisiologica specifica per questo tipo di operazione che può essere acquistata direttamente in farmacia. Fare un lavaggio nasale consiste nel far passare la soluzione all’interno della cavità nasale, facendo così uscire il muco in eccesso e liberando le vie aeree.

L’operazione può essere eseguita sia con dispositivi specifici come il noto Rinowash oppure usando una siringa senza ago. Il procedimento è molto semplice. Si posiziona la siringa o il dispositivo per il lavaggio nasale all’ingresso di una narice e si svuota la siringa all’interno della cavità nasale esercitando sul pistone una pressione continua e lenta.

La soluzione uscirà solitamente dalla narice opposta, trascinando con sé le secrezioni ed il muco in eccesso. Dopo aver ripetuto la procedura anche con l’altra narice potete aspirare gli ultimi residui di muco con un aspiratore.

L’operazione è facile e veloce, anche se può risultare un po’ fastidiosa per il bambino che potrebbe mettersi a piangere ed arrabbiarsi. Tuttavia si rilasserà poco dopo perché finalmente potrà respirare meglio.

Ovviamente l’effetto è temporaneo e nel giro di poco il muco potrebbe di nuovo accumularsi nel naso del piccolo. A quel punto, poiché si tratta di una  soluzione fisiologica, senza quindi alcun tipo di medicinale, potete ripetere l’operazione ed eseguire quanti lavaggi nasali credete necessari.

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2. Aspiratore nasale

Le docce nasali sono il metodo più efficace per liberare le vie respiratorie del bambino, tuttavia possono essere un procedimento fastidioso per il bambino. Quindi, anche se andrebbero fatte regolarmente, può essere comodo avere a disposizione un aspiratore nasale da usare in quelle situazioni in cui non si ha tempo oppure non è possibile fare un lavaggio.

Dopo aver ammorbidito il muco con un po’ di acqua fisiologica in fialetta grazie ad un aspiratore nasale potete rimuovere il muco e liberare il naso. In commercio esistono diversi tipo di aspiratori nasali che possiamo raggruppare in tre categorie principali: aspiratori nasali elettrici, aspiratori nasali con pompetta e aspiratori nasale a bocca

Aspiratore nasale elettrico

Grazie ad un motore elettrico aspira delicatamente il muco dal naso del neonato. Il muco viene raccolto in un contenitore interno isolato dal resto dell’apparecchio, evitando il contatto con le secrezioni appena eliminate.

Questo tipo di aspiratore è decisamente pratico perché potete utilizzarlo con una mano sola mentre con l’altra tenete in bambino.

Quando l’operazione è completata potete rimuovere il contenitore e lavarlo con acqua oppure sterilizzarlo per usi successivi.

Aspiratore nasale con pompetta

Il procedimento è esattamente analogo a quello elettrico con la differenza che la forza di aspirazione viene in questo caso esercitata manualmente grazie ad una pompetta o uno stantuffo. Svuotate la pompetta dall’aria presente al suo interno, la inserita nella narice del piccolo e rilasciate, così che il muco venga aspirato, liberando la narice. La pompetta è efficace, ma è anche vero che non consente di regolare l’aspirazione e potrebbe quindi risultare un pochino fastidiosa.

Aspiratore nasale a bocca

L’aspiratore nasale più basilare disponibile oggi in commercio è quello in possesso di una bocchetta che la mamma o il papà tengono tra le labbra. Aspirando dalla bocchetta, possono eliminare il muco in eccesso in modo delicatissimo che viene depositato anche in questo caso in un contenitore interno che può essere successivamente lavato.

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3. Aerosol per il raffreddore del bambino

Quando la situazione è abbastanza difficoltosa e il vostro piccolo fa fatica a respirare oppure inizia a comparire la tosse grassa, è necessario ricorrere all’aereosol che viene utilizzato anche per somministrare eventuali specifici farmaci che vengono prescritti dal pediatra. Il principale beneficio di questo strumento sta nel fatto che la soluzione liquida, sia essa farmacologica piuttosto che semplice soluzione fisiologica, viene ridotta in particelle molto piccole che respirate riescono ad accedere con maggior efficacia in tutte le zone a carico delle vie respiratorio.

Le dimensioni di queste particelle sono molto piccole, in genere un millesimo di millimetro e quindi sono in grado di raggiungere con facilità gli alveoli polmonari, i bronchi e così via.

L’apparecchio per l’aerosol è costituito da un nebulizzatore, cioè un compressore di aria, che ha la funzione di trasformare la soluzione di farmaci introdotta in minuscole goccioline, simili a una vera e propria nebbiolina. Il farmaco viene introdotto in un’apposita ampolla, di vetro o plastica, secondo dosi ben stabilite.

Molti aereosol hanno incluso anche il Rinowash, quindi potete utilizzarli sia come dispositivo nebulizzatore che per fare i lavaggi nasali. È adatto a pazienti di tutte le età, ma particolarmente utile nei bambini, sin dalla primissima età senza particolari controindicazioni.

Se siete in possesso di un apparecchio per aerosol, potete utilizzare la mascherina pediatrica per far arrivare al naso del vostro bambino il vapore, che aiuta infatti a sciogliere le secrezioni e quindi a liberare il nasino chiuso. Vi ricordiamo però che non tutti i neonati amano fare l’aereosol, soprattutto nel caso di apparecchi che risultano molto rumorosi. Se dovete acquistarne uno, meglio quindi optare per un modello ad ultrasuoni, che consente di ottenere una rumorosità minima e che viene accettato più volentieri da neonati e bambini.

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4. Fazzoletti di carta

Per quanto vi possiate sforzare di tenere pulite e libere le vie respiratorie del bambino, avrete bisogno di avere a portata di mano una bella scorta di fazzoletti di carta.

Il bambino, se molto piccolo, non è ancora in grado di soffiare via il muco quindi i fazzoletti vi serviranno per lo più per asciugare il nasino quando cola.

Poiché questa operazione sarà frequente è bene comprare dei fazzoletti di carta che non irritino la pelle intorno al naso. Pertanto munitevi di fazzoletti emollienti e morbidi che possano essere utilizzati senza irritare eccessivamente il naso del bambino a causa dello sfregamento.

Quando è necessario rivolgersi al pediatra?

Il fenomeno del raffreddore del bambino è un fenomeno abbastanza comune, sopratutto nei mesi più freddi quando si è sottoposti a temperature più rigide e a sbalzi termici. In linea generale non è necessario rivolgersi subito al pediatra se vedete che la situazione del bambino non è anomala.Il naso che cola e un po’ di muco sono gli effetti più comuni. Il pediatra andrebbe coinvolto quando i sintomi si fanno anomali, ovvero

  • Ha problemi di respirazione;
  • Presenta una tosse persistente o tale da indurre conati di vomito;
  • Ha gli occhi arrossati;
  • Presenta febbre superiore ai 38°C;
  • È frequentemente irritato, piange spesso o sembra avere male alle orecchie;
  • Bagna meno pannolini del solito;
  • Presenta scarico nasale giallo-verde per diverse giorni consecutivi;
  • Produce un espettorato con tracce di sangue;
  • È cianotico attorno alle labbra

Come trattare il raffreddore del bambino

Un comune raffreddore può essere trattato con alcuni metodi casalinghi semplici che comunque non sostituiscono le eventuali indicazioni che sono state fornite dal pediatra. In ogni caso non fornite assolutamente medicinali di alcun tipo a meno che non siano stati prescritti dal pediatra curante.

Se la situazione è sotto controllo (ossia l’infezione presente non è sfociata in complicanze), il trattamento del raffreddore nei neonati prevede soltanto una serie di semplici rimedi casalinghi, che servono ad alleviare la sintomatologia e a supportare il paziente, mentre il suo sistema immunitario sta provvedendo a eliminare il virus dall’organismo.

Tra i rimedi casalinghi più comuni contro il raffreddore nei neonati, figurano:

  • Provvedere alla corretta idratazione del bambino, fornendogli dell’acqua da bere periodicamente. Oltre a prevenire/contrastare il problema della disidratazione, questo rimedio aiuta a sciogliere il muco;
  • Liberare dal muco delle vie nasali, attraverso il lavaggio di quest’ultime con soluzioni saline apposite ed usando l’aspiratore nasale se il bambino è molto piccolo.
  • Il mantenimento di un certo grado di umidità in casa. Un ambiente umido favorisce lo scioglimento del muco e la risoluzione della congestione nasale. Qualora abbiate dei caloriferi, usate le opportune vaschette in terracotta umidificanti da appendere al termosifone.
  • Il riposo: evitare stress di ogni tipo al bambino per aiutare il loro sistema immunitario a combattere con maggiore efficacia l’infezione in corso.

Come evitare il raffreddore del bambino

Se il bambino non frequenza ancora il nido o l’asilo, potete adottare qualche accorgimento per evitare che si becchi il raffreddore. In caso contrario sarà un po’ più difficile evitarlo perché il contatto ravvicinato con gli altri bambino lo esporrà continuamente al contagio.

Quelle che seguono sono nelle norme di prevenzione del raffreddore nei neonati che potete comunque applicare in ogni situazione

  • Lavare periodicamente ciucci e giocattoli del bambino: il bambino tende a portare tutto alla bocca, quindi lavare ed igienizzare gli oggetti è una cosa che va fatta
  • Lavarsi attentamente le mani prima di dar da mangiare al bambino
  • Aver cura di tossire e starnutire in un fazzoletto di carta e gettare quest’ultimo al più presto (in mancanza di fazzoletti di carta, l’alternativa è starnutire o tossire nell’incavo del braccio, in modo da salvaguardare l’igiene delle mani);
  • Tenere lontano il bambino da chiunque sia malato o da chi può essere portatore sano del raffreddore nei neonati.
  • Evitare gli sbalzi di temperatura e non coprire esageratamente il neonato quando non serve: è bene applicare un certo buon senso quando si veste il bambino. Coprirlo necessariamente con molti strati ed imbottirlo non è sempre la cosa migliore da fare se poi questo comporta che il bambino senta troppo caldo e sudi. Cercate di vestire il bambino in maniera adeguata alla temperatura e al contesto per evitare che gli sbalzi di temperatura creino uno stress al suo sistema immunitario

 

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